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Per aggirare l'esclusione dalla Maratona Dles Dolomites, i Dragazzi organizzano per il fine settimana 15/16/17 giugno il loro Giro dei 4 Passi dolomitici

 

Se ne era parlato a gennaio in fase di programmazione per la stagione 2007. Si diceva che le solite Mediofondo, anche se di livello super come NoveColli e Maratona, cominciavano a stancare a causa del sempre maggior numero di partecipanti che rendono meno divertente e caotico lo svolgimento delle manifestazioni.

Ci siamo detti "perché in alternativa non organizziamo noi qualche bella uscita anche di più giorni"?.

Detto e fatto. E' partita cosi l'organizzazione che ha portato 13 Dragazzi a cimentarsi con il più bel percorso che madre Natura rende disponibile: il Sellaronda, il giro dei 4 Passi del Sella – Pordoi, in pratica una Maratona Dles Dolomites fai da te. L'occasione ha permesso ad alcuni Dragazzi di cimentarsi per la prima volta con una prova molto impegnativa alla quale forse non avrebbero partecipato alla manifestazione ufficiale per tutta una serie di difficoltà.

Così dopo aver prenotato un buon albergo a Campitello di Fassa, i nostri si sono portati in zona nel fine settimana 15 – 16 – 17 giugno pronti per l'avventura.

Nella giornata di venerdi 15 alla spicciolata si sono portati in zona accolti da violenti acquazzoni beneaugurati. Aperitivo prima di cena, risate a non finire, buona cena e poitutti al Pab per il necessario grappino. La serata non è stata certamente la più corretta per dei ciclisti che il mattino dopo avrebbero dovuto valicare 4 tra i passi più belli delle Dolomiti, ma tant'è ...

Sabato mattina sveglia per tempo, colazione, preparazione delle biciclette e di tutto l'armamentario, foto di rito davanti all'albergo e alle 9,00 si parte.

Campitello, Canazei e subito verso passo Sella che fatto partendo da Canazei è più lungo (12 km) e quindi più faticoso. Ci aspettiamo sul passo e tra i primi ad arrivare lei, Elisa, la prima ragazza iscritta alla nostra società. Arriva tranquillamente scortata da Fiorenzo. Brava. Per ultimo sbuffando a mò di locomotiva, Gibo, che non è Barronchelli ma quasi, è Vigelli.

Foto e poi via, giù verso Pian de Gralba e su a Passo Gardena: questo non è molto faticoso. Si arriva e si scende alla spicciolata verso Corvara dove ci aspettiamo. Ripartiamo e il prossimo appuntamento è Passo Pordoi. Fatta per ultima questa salita ci sembra molto più dura di come la ricordavamo nelle precedenti edizioni della Maratona. Alla spicciolata arriviamo tutti: Michele, Cristian, Rino e Damiano; poi Giovanni, Adelelmo, Gianfranco, ancora Elisa e Fiorenzo. Poi Franco, Gepe, Roberto e ... ma Gibo dov'è? Franco: voi andate che lo aspetto io. Alla spicciolata cominciamo a scendere con appuntamento alla pizzeria vicino all'albergo. Arrivano tutti ma dopo quasi un'ora dai primi il Vige ancora non si vede: prova a chiamarlo sul cellulare non risponde.

Cavolo, andiamogli incontro: prendiamo una macchina e andiamo a vedere dov'è. Sul più bello eccolo che arriva: cos'è successo? Ha avuto i crampi e ha fatto gli ultimi tre chilometri del Pordoi a piedi!!!!!! Una bella pizza e una weiss lo rimettono in sesto. Altri si rimettono rilassano con sauna e idromassaggio.

Purtroppo in sei lasciano la comitiva per altri impegni e tornano a casa. Si rimane in sette:

Prima di cena Giovanni ci porta a Canazei per un aperitivo, un Traminer scelto da Gianfranco ex somelier, che vale un mutuo. Cena, giretto e naturalmente grappino.

Domani che facciamo? Si propende per una "sgambatina" a passo Fedaia: dodici kilometri, seicento metri di dislivello. Si può fare.

Domenica dopo colazione si parte e verso Penia Mikele buca: ci mancava la foratura. Quindici minuti per una camera d'aria: la Ferrari non riuscirebbe ad avere performance di così alto livello. Ripartiamo. Il primo tratto è una bella salita attorno al 5% ma poi ... gli ultimi 4 – 5 kilometri saranno al 10%!!!!!!!!!! E' durissima. Arriviamo alla diga, una cioccolata calda e ritorniamo in albergo per la doccia e poi a casa.

E' stato un fine settimana divertente, in compagnia siamo stati bene e non abbiamo avuto problemi di sorta. Chi ha fatto il Sellaronda per la prima volta ha provato soddisfazione ed emozione. Cosa chiedere di più? Solo di ripetere ancora esperienze di questo genere.